Dobbiaco, in breve
Dobbiaco (in tedesco Toblach /ˈtoːblax/) è un comune italiano di 3 479 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige; è un "comune delle Tre Cime", assieme ai comuni di Auronzo di Cadore, Sesto, San Candido. Anche detta la "porta sulle Dolomiti", si trova a 1256 m sopra il livello del mare, in val Pusteria, la cosiddetta "valle verde", protetto a sud dalle pareti rocciose delle Dolomiti (Cima Nove, Monte Serla) mentre dall'altro lato troviamo la catena delle Alpi dei Tauri occidentali (Cornetto di Confine, Corno di Fana) e delle Alpi Carniche, le quali vanno a formare la sella di Dobbiaco.
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I primi insediamenti a Dobbiaco si possono far risalire con buona approssimazione alla tarda età del ferro, e probabilmente i primi abitanti della zona furono gli illiri. Di questi primi stanziamenti si sono trovate tracce sulla collina a nord-ovest del paese, chiamata dalla popolazione locale Platte. I primi abitatori vivevano di caccia, ma anche di un esteso commercio derivante dai prodotti dei pascoli e dei campi. Nel IV secolo a.C. vi furono penetrazioni da occidente nel territorio da parte di tribù celtiche, le quali col tempo si fusero con le popolazioni locali costituendo così il regno del Norico; tale regno, nel 15 a.C. venne conquistato dai Romani, le cui legioni garantirono così tranquillità alla penisola italica da incursioni barbariche.
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Chiesa di San Giovanni Battista. Chiesa parrocchiale, principale edificio religioso del paese. Sorge sui resti, non più visibili, di quella costruita dai benedettini nella prima metà del IX secolo. L'attuale struttura, progettata dall'architetto dobbiacense Rudolf Schraffl, risale al periodo tra 1764 e il 1774. La torre campanaria, che si trova sul lato nord-ovest della navata centrale, fu completata soltanto nel 1804. La parrocchiale di Dobbiaco è considerata la più importante e riuscita chiesa barocca della val Pusteria. Risparmiata dagli appesantimenti, dagli orpelli indiscriminati e dagli svolazzi rococò che contraddistinguono molte chiese dell'Alta Pusteria edificate nel medesimo stile, il suo impianto offre all'esterno linee leggere e forme ben proporzionate.
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Biblioteca ecclesiastica, in via Herbstenburg; Biblioteca Hans Glauber, in piazza delle scuole. In tutto il Tirolo le istituzioni scolastiche presero realmente piede con il decreto di Maria Teresa d'Austria nel 1774, ma a Dobbiaco già molto prima di questa data vi era una scuola: in un Urbario del 1370 sono ricordati i ragazzi corales, i quali rallegravano con i loro canti le funzioni di chiesa. Ma la scuola a Dobbiaco, così come in tutto l'Alto Adige subì un periodo nero durante il tempo fascista, quando nel 1923, attraverso la legge Gentile, venne proibito l'insegnamento in lingua tedesca: nacquero così le Katakombenschule, le "scuole delle catacombe".
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Nonostante il paesaggio locale sembra essere sempre dominato da agricoltura e dalle foreste (dell'area catastale, il 43% è sfruttato dall'economia rurale e il 41% da quella forestale), negli ultimi anni questi valori sono in discesa; pur rimanendo importanti settori nel primario l'allevamento di bestiame (bovini per lo più, ma anche ovini e pollame) e l'agricoltura (molto famosa è la patata pusterese), il turismo negli ultimi anni è esploso. Importante è anche l'industria forestale (selvicoltura), in cui nel territorio di Dobbiaco esistono circa 5 000 ettari boschivi di cui più della metà sono boschi privati. Dal 1998 esiste a Dobbiaco una centrale di teleriscaldamento, a cui si è collegata anche la rete del limitrofo comune di San Candido.
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Dobbiaco giace in una posizione strategica, essendo situata sull'incrocio tra le più importanti vie di comunicazione che portano da Venezia fino alla Baviera e dalla Valle dell'Adige alla Valle della Drava. Dobbiaco è divisa in due parti dallo spartiacque alpino della sella di Dobbiaco ed è inoltre bagnata dal fiume Drava: questo nasce a est del paese e, pur essendo ancora, a poca distanza dalla sorgente, un modesto rigagnolo, ha la particolarità di confluire nel Danubio, il corso d'acqua più lungo il cui bacino sia compreso (sia pure per un piccolo tratto) nel territorio della Repubblica Italiana.
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