Luson, in breve
Luson (Lüsen in tedesco, Lujon in ladino) è un comune italiano di 1 573 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige.
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Il piccolo insediamento fu donato da re Arnolfo di Carinzia nell'893 ai vescovi di Bressanone. Durante il Medioevo esso era luogo giurisdizionale episcopale. A Luson il ladino era parlato e conosciuto da parte della popolazione ancora alla fine del seicento e si è estinto definitivamente intorno alla metà del settecento. Lo stemma ritrae un cavaliere con armatura, a viso aperto con pennacchio e lancia in resta su un cavallo rivoltato a sinistra, entrambi di colore argento su sfondo rosso. Lo stemma, adottato nel 1967, riprende un motivo usato dall'amministrazione dei vescovi di Bressanone dal 1607.
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Chiesa di San Giorgio, parrocchiale del 1502 Cappella di San Kilian (XV secolo) Antico santuario pagano di San Nicolò a Peterschied, con sorgenti sacre e curative (leggende del sacrificio del toro) Residenza Moar (ted. Mayrhofen), fino ad alcuni anni fa il più grande maso nei dintorni
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Il comune è compreso nella valle del rio Luson, che ha una particolare forma a mezza luna, che abbraccia il massiccio della Plose, terminando con il Sass de Putia. A nord-est il territorio del comune è costeggiato dalla catena dell'alpe di Rodengo, che lo separa dalla val Pusteria. Il paese, che viene documentato storicamente per la prima volta nell'893 come Lusina, consiste di ben sette località, che sono situate quasi sempre sul lato destro della Valle di Luson, nelle montagne che portano lo stesso nome. Le frazioni di Croce, Masi e Monte sono poste nella parte anteriore della valle, quelle di Valletta e Pezzè nella posteriore, mentre il villaggio di Luson e la frazione di Ronco si trovano nel punto centrale del comune, su di un grande conoide alluvionale.
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