Silandro, in breve
Silandro (Schlanders in tedesco, Schlånders in dialetto sudtirolese, pronunciato [ˈʃlɔndərs], Solaneres in romancio, Sulaneres in ladino) è un comune italiano di 6 432 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige. Capoluogo della Comunità comprensoriale della Val Venosta, è inoltre un comune di mercato.
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Nel Neolitico (3500 a.C.), ritrovamenti archeologici testimoniamo la presenza nella zona di Silandro di pastori e cacciatori nomadi. Nel 3200 a.C. probabilmente la situazione corrispondeva a quella dell'area di insediamento di Ötzi. Al periodo compreso tra il 600 ed il 300 a.C. risalgono un'ascia e una falce rinvenute sul monte Sole di Silandro e si sono trovati i primi indizi di insediamenti umani stanziali legati all'agricoltura. L'arrivo della civiltà romana vide un territorio popolato principalmente sulle alture del monte Sole visto che il fondovalle era largamente paludoso. Il primo insediamento sul conoide di deiezione formato dal rio Silandro ebbe il nome di Slaranusa (cioè al fiume dei salici, in celtico).
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Chiesa di Santa Maria Assunta, parrocchiale a Silandro. Chiesa della Natività di San Giovanni Battista, parrocchiale nella frazione di Corzes. A Silandro ancora oggi si trovano due castelli: il Schlandersburg e il Schlandersberg. Nel 1924 fu edificata la caserma "Giovanni Cecchin", la prima del genere in Alto Adige dopo l'annessione all'Italia. In questa caserma alloggiarono alpini e artiglieri. Negli anni 1935-1937 tuttavia Benito Mussolini ritenne fosse necessario aumentare le forze armate dislocate nelle zone di frontiera, pertanto ordinò la costruzione della nuova caserma "Druso". A Silandro esisteva un'altra caserma, risalente al periodo austro-ungarico, nei pressi dell'incrocio con la strada statale e la via della stazione.
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La vita culturale di Silandro è fortemente modellata dalle tradizioni provenienti dal passato della vita rurale e storica, che ha contribuito allo sviluppo e all'orientamento di Silandro per una società aperta al progresso. Inoltre anche i turisti, che cercano il rilassamento a Silandro e paesi limitrofi da circa 50 anni, hanno contribuito alla mentalità internazionale della popolazione residente. Nei giorni antecedenti il 6 gennaio (solennità dell'Epifania e dei Re Magi) è usanza che gli Sternsinger ("cantori della stella") girino di casa in casa per portare il messaggio di pace di Gesù Cristo e cantare delle canzoni. Contestualmente raccolgono soldi per progetti sociali nel terzo mondo.
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Silandro e i dintorni sono massicciamente dediti all‘agricoltura con un occhio di riguardo per la frutticoltura. Nel 1946 i contadini si sono federati nella cooperativa frutticola GEOS, una delle più grandi società d'Europa nel settore. Nel 1855 la frutticoltura non aveva grande importanza: contava di più la viticoltura e la cerealicoltura. Solo a partire dal 1860 ebbe inizio l'espansione della frutticoltura, indotta dal calo dei prezzi dei cereali, dall'espansione della piccola proprietà contadina e anche dalle migliorate tecniche di coltivazione dei campi. Secondo i dati del 1896 la superficie coltivata nella frazione comunale Corzes ammontava a 20 ettari e quella di Silandro a 16, compresi pure i giardini privati.
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Silandro è situato in val Venosta, sulla riva sinistra dell'Adige, e dista circa 32 km da Merano e 60 da Bolzano. Il paese si trova ai piedi del monte Sole, sul conoide di deiezione del rio di Silandro (che si situa fra Lasa e Corzes sul fianco sinistro orografica della vallata), e costituisce il centro geografico della val Venosta. Il comune comprende all'estremo settentrione le vette dell'Ötztal e confina a meridione con l'imboccatura della val Martello. In base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) presso la stazione meteorologica di Silandro, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +0,2 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +19,3 °C.
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